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“Vogliamo SOLO Lavorare”, il mondo del gioco protesta contro la Regione Lazio

"Non lasciate il Lazio alle Mafie": il mondo del gioco protesta contro la regione „“Lavoratori del gioco pubblico” e “Donne in gioco” chiedono il confronto con le istituzioni riguardo la modifica alla legge 5 del 2013 dello scorso febbraio 2020 che introduce il distanziometro anche per le realtà esistenti“

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“Nel Lazio, dall’inizio della pandemia, migliaia di attività economiche sono entrate in crisi: dalle piccole aziende, alle realtà commerciali, ai ristoranti, alle palestre, alle attività aperte al pubblico.-si legge- Migliaia di luoghi che hanno dovuto chiudere per l’emergenza sanitaria e che forse non riapriranno mai più”.

La manifestazione intitolata “NON LASCIATE IL LAZIO ALLE MAFIE” è promossa da donne e uomini che hanno “gestito, monitorato e saputo offrire intrattenimento sano e legale ai cittadini che hanno potuto giocare in sicurezza nei luoghi dedicati, nelle ricevitorie, nelle sale presenti in ogni città”. Affermano le associazioni Lavoratori del gioco pubblico e dalle Donne in gioco: “Quella del 29 aprile sarà una manifestazione civica e pacifica, mirata a portare all’attenzione dei cittadini, delle istituzioni, delle associazioni antimafia, dei media quanto sta accadendo in questi mesi. Una manifestazione che lancerà un grido d’allarme perché le mafie, come dimostrano tutti i dati delle forze dell’ordine e degli istituti di ricerca, stanno già occupando ogni centimetro quadrato delle città laziali. Una protesta per chiedere subito un confronto immediato tra tutte le realtà istituzioni, regionali e comunali, associazioni di volontariato e civiche che si occupano di legalità, associazioni antimafia, antiracket e antiusura e forze dell’ordine per mettere in campo un piano di contrasto al gioco illegale.

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